dove il mare si asciuga la fronte.

Poco prima che il vento mi sfugga dalle tasche.

Fermata Impresenziata

Blogger: piovutodalmare
Fogli di carta, treni e bicchieri di vino. Ma la cosa più vera di tutte, è che la mia dimora fissa ha le ruote.

AVVERTENZA questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

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giovedì, 17 luglio 2008

Ho le stesse ferree certezze e, come sempre, esse terminano in un punto di domanda.
Amano sbattere contro le stesse righe, e le mie acque grattuggiano via le cozze dalle stesse rocce.
Sto lì e non sto lì, addossato al ciglio di una strada che circonda laghi e paesaggi da Monet.

When I was just a baby, my mama told me, "Son,
Always be a good boy; don't ever play with guns."
But I shot a man in Reno, just to watch him die.
When I hear that whistle blowin' I hang my head and cry.


(Johnny Cash, Folsom Prison Blues)

Scrive sul retro di un biglietto ferroviario piovutodalmare
luglio 17, 2008 11:11 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
estate

lunedì, 14 luglio 2008

Tre domande.
O so, o non so.
Non so.
Devo confessare di non avere mai rischiato, in 5 anni e una quarantina passata di esami, così tanto di venire bocciato ad un orale. Pensare, o la va o la spacca sapendo che con una bocciatura mi slitterebbe ancora la tesi.
E come dirlo, in quel caso, al Maestro Maurizio? E soprattutto, come accettarlo io stesso?

Domani.

Scrive sul retro di un biglietto ferroviario piovutodalmare
luglio 14, 2008 09:50 | permalink | commenti |commenti (popup)
esami, estate

venerdì, 04 luglio 2008

In fondo è sempre andata bene.
Penso che dovrei perdonarmi, per essere sempre stato lì dove il tempo passava.

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luglio 04, 2008 13:50 | permalink | commenti (2)|commenti (2)(popup)
estate

giovedì, 03 luglio 2008
Milano

Partire la notte senza avere dormito, tornare la notte senza essersi mai fermati e alle sei, nuovamente, ricominciare.

A volte sembra di essere un centro smistamento e allora sogno le città, questa la metto di qua, quella di là, quest'altra ci penso e poi deciderò...
Come se loro si spostassero assecondando i miei moti, come umanizzarle.
Per questo ho ripreso a scrivere dietro i biglietti, come tanto tempo fa e, forse, come sempre.

E ora sono tornato. Il Tagliamento non è ancora in secca e l'ulteriore pioggia caduta non riesce più ad essere assorbita, così posso dire che qui ormai si respira acqua.

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luglio 03, 2008 23:39 | permalink | commenti |commenti (popup)
estate

martedì, 01 luglio 2008
La casa nel bosco.

Roccia su roccia costruisco la mia montagna.
E sopra la montagna ci metto una casa,
del sudore faccio malta.
Lego coi capelli la carta da pacco
Per una sola, stupida lettera di confine
tra ciò ch'è lasciato e ciò che ora nasce.

(Fabrianese II, 2008)

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luglio 01, 2008 12:58 | permalink | commenti |commenti (popup)
estate

giovedì, 26 giugno 2008

Nessuno nota mai che il tempo nasce sempre da un dio, e mai da noi.

Solo i romani, che associavano la loro città al loro stesso credo, allora si predisposero a cominciare da lì.

Il tempo sembra avere senso solo in funzione di chi ci ha creato, legittimo o no che sia.

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giugno 26, 2008 19:52 | permalink | commenti (3)|commenti (3)(popup)

Nessuno nota mai che il tempo nasce sempre da un dio, e mai da noi.

Solo i romani, che associavano la loro città al loro stesso credo, allora si predisposero a cominciare da lì.

Il tempo sembra avere senso solo in funzione di chi ci ha creato, legittimo o no che sia.

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giugno 26, 2008 19:49 | permalink | commenti |commenti (popup)

domenica, 22 giugno 2008

La testa non passava
La testa non passava
La testa non passava

E allora giù, giù, giù

botte.


(Accademia della Follia, Trieste)

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giugno 22, 2008 10:46 | permalink | commenti |commenti (popup)
esami

mercoledì, 18 giugno 2008

I Paesi d'Europa hanno incorporato lo stesso universalismo diplomatico-politico dell'Impero. Ma con spiriti nazionali, estreme ratio e frammentazioni dalla frontiera eternamente mobile. Nulla è prefissato, ma tutti puntano, in qualche modo, all'universalità, fino ad indurla spontanea nei loro cittadini.

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giugno 18, 2008 17:32 | permalink | commenti |commenti (popup)
primavera

Mandolino, chitarra
Ciò che ti aspetti e ciò che aspetti.
L'aspetto di ciò che non arriva mai, e sei seduto lì.
Mandolino,
Orecchie per ascoltare e niente da sentire,
Solo cataste di parole e robivecchi che le pagano poco.

E le parole buone sono treni in ritardo, suona
con l'asma di un archeologo e la lentezza del legno che si fa fumo
perché per il tuo suono io non ti pagherò.

(francescoquerin, 2008)

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giugno 18, 2008 17:19 | permalink | commenti |commenti (popup)
primavera

sabato, 14 giugno 2008
Verona

Sono tornato nella tua città per lavoro; anche lì, come qui, pioveva ed il fiume era già bello grosso. La stazione ha ancora lo stesso selciato che pare sparso lungo i marciapiedi; gli stessi pannelli, gli stessi ragazzi che si baciano, che eravamo noi e non siamo più noi. [...] Mi dispiace quasi invadere quello spazio, perciò cerco di restare defilato spettatore di quello che è stato un anno felice.
[...] Ma le città non se ne vanno mai, quando le lasci ti implorano e chiedono se tu sia davvero sicuro; quando ci passi ti rinfacciano ciò che hai lasciato.


E' molto strano tornare nei luoghi che ti hanno visto felice, se quella parentesi si è già interminabilmente conclusa.
Vorremmo rivederli così come li abbiamo lasciati, oppure radicalmente cambiati in modo da riconoscerci appieno, o non affatto.

Non è facile vendere energia elettrica nella zona industriale di quella città. Quelli che parlano di borsa di San Francisco e New York e girano con auto che da sole costano il tuo sogno di una casa - che se ne fregano di te e delle tue offerte - e quelli che sono troppo piccoli per avere questo come problema fondamentale, in ogni caso spesso non sei trattato come vorresti. Chi ti umilia e chi ti ridicolizza.

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giugno 14, 2008 12:01 | permalink | commenti (5)|commenti (5)(popup)
nostalgie, primavera

giovedì, 05 giugno 2008

A chi mi dice che in fondo, la vita è tutto qui, amo chiedere quanto spesso sia il fondo del loro bicchiere.

Non so perché, mi commuovo se vedo un treno e dò un valore al ferro che nessun'altro sa dargli. Sapere che tutto si esaurisce e che non si può girare la clessidra perché tutto torni come prima. Spesso si sa quanto manca, ma quasi mai quanto si è preso ed avuto.

Spesso camminando cerco dio, intorno a me. Il dio giusto, fatto su misura. E vedo da qualche parte un paio d'occhi e da qualche altra un naso e ancora, girandomi, la pelle liscia e la barba giusta, se dio è un uomo.

Perché è la donna che dà la vita, e fatico a pensare che se qualcuno ha dato vita anche a lei, non sia stata soltanto un'altra donna.
E poi, dio non può non essere un atto erotico e sensuale. Il dio giusto, cucito addosso alla propria pelle.

Io non lo so, mentre guardo tutta questa normalità e mi sfuggono lacrime piombate, se ci siano corsie preferenziali per stare al mondo o semplicemente se sia solo un gioco di squadra.

Non lo so se una famiglia non si possa dividere, se i tre scriccioli siano nati così e così saranno sempre.
E non lo so se questa normalità sia così tremenda. Il cervello ci ha portati ad ingrandire e ridurre le cose a nostra misura.

Noi siamo il fazzoletto che il mondo ha perso mentre correva lontano da chi lo amava, e stiamo ancora volando sul marciapiede.

Scrive sul retro di un biglietto ferroviario piovutodalmare
giugno 05, 2008 21:06 | permalink | commenti (3)|commenti (3)(popup)
primavera

mercoledì, 04 giugno 2008
Scriccioli / 2

Profumano d'inverno, di vecchie mani e di occhi chiusi a sentire il legno divenire forma vivente.
Sembra che il loro becco muova gridolini per richiamare l'attenzione.
Nel camino arde un ciocco strappato alla terra; fuori, ghiacciano anche le pozze.

Il tempo è solo uno sterminato prendere in mano cose, muovere, tagliare, preparare, creare.
Non è un'astrazione cittadina, è la fretta di fare in tempo per procurarsi un'attesa, come se ogni giorno, per almeno un momento, giungesse Natale.

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giugno 04, 2008 10:26 | permalink | commenti (3)|commenti (3)(popup)
primavera

Scriccioli

Anziana.
Il volto è disegnato e nascosto tra le rughe di un volto allungato.
Sembra che di tutti i suoi anni non porti alcuna fatica, tanta è la grandezza della sua vita.
Pulita.
La pulizia dei suoi occhi e della sua voce orgogliosa e decisa fanno commuovere.
Sorride pietosa a questo mondo così infame e falsamente ricco. Veste una camicetta chiara a fiori.
Viene dalla montagna, da Resia, dall'altra parte di Plezzo e della Val Trenta.
Leggera.
Ha vissuto la guerra: ne sono sicuro, era partigiana.
Degna, coraggiosa e forte, se la faceva fino a Madonna di Rosa col carretto, come i tanti che ho conosciuto, alla ricerca di vidisons ed erbe da vendere e qualcosa per mangiare. Con la fatica nel cuore e la vita negli occhi.
E' con un'amica, che aspetta al banco del bar.

Mi guarda, non lo so, forse mi legge dentro. Sento che mi capisce. Non l'ho mai vista prima.

Gentile.
Mi chiede con cortesia se può mostrarci dei lavori intagliati artigianalmente, e apre una borsetta di tela a fiori, intonata alla camicia. Probabilmente ha fatto entrambe lei stessa.
Mi offre un gufo. Dice di avere poche cose perché le ha vendute in una scuola.

Romantica, dolce,
vitale,
Alla fine le ho comprato una famiglia di scriccioli, e so che non è elemosina e che non tornerà a quel bar, e che prova fatica. Mi dice, quella era vera miseria, noi adesso non ci rendiamo conto. E dette da lei, le stesse parole non sono più in alcun modo banali.

Dei tre scriccioli ne ho pagati due, e mi ha augurato il bene di un dio che, offerto da lei, era quasi credibile. Un dio che zappa la terra e offre figli al vento.
Offrirle la colazione, ci avevo pensato ma l'avrei offesa.

Sento che non averla fermata per parlare sia stato un errore colossale.

Scrive sul retro di un biglietto ferroviario piovutodalmare
giugno 04, 2008 10:03 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

lunedì, 02 giugno 2008


Tanti auguri al Bel Paese dove il si suona. Paese dalla cultura unica e dall'arte irraggiungibile, ormai decaduta , inospitale e triste.

Una Patria che con le guerre ha vinto la libertà dei suoi confini, e con la guerra ha perso anche le sue terre nazionali naturali.
Una Patria che da cinquant'anni cerca se stessa, e non si trova.

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giugno 02, 2008 12:01 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

venerdì, 30 maggio 2008

A causa dell'alta velocità stroncati i servizi passeggeri meno frequentati.

Mi incazzo perché la gente continua a lamentarsi e lamentarsi, della benzina dell'auto e di tutto. Ma un treno, lo prendessero...

Giusto che si chiuda.

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maggio 30, 2008 11:53 | permalink | commenti |commenti (popup)
primavera, litalia in miseria

mercoledì, 28 maggio 2008

Vorrei mettere il primo mattone di una vita, che forse non è il primo. Vorrei la certezza di poter scegliere un luogo, comprare una casa e sapere che l'anno prossimo ci abiterò ancora.
Vorrei una casa sul confine del mare e dei monti e i monti sul confine della Patria e della mia vita.

E un lavoro lungo un fiume di traversine.

E un letto di libri per un riposo di sogni e risiko, scarabeo... e soprattutto amici per poterci giocare la sera.

Intanto il tempo passa e il giorno finisce, tutti i giorni.

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maggio 28, 2008 20:38 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

venerdì, 16 maggio 2008

Restituiscimi la verità, e allora lasciami tornare. Oppure lasciami vivere dove ho scelto di conquistare ogni attimo della mia esistenza con la fatica e lo stupore di un mondo che è tornato Nuovo.

(Niente, Francesco Querin 2005 - 2008)

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maggio 16, 2008 14:26 | permalink | commenti |commenti (popup)
primavera

Per la prima volta dopo Pezzi, o meglio, dopo alcune tracce di quel disco, De Gregori mi commuove.

E' scaricabile online, a questo indirizzo, CELEBRAZIONE, secondo singolo tratto da "PER BREVITÀ CHIAMATO ARTISTA", il suo nuovo album in uscita il 23.05.2008.

Quarto disco in quarto anno.

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maggio 16, 2008 14:17 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

martedì, 13 maggio 2008
Camicie

Anche una camicia, un colore, una vaga impressione può cambiare una giornata e stravolgerla, fino a spingerti ad odiarti e desiderare un sonno di condanna e ripulsa.

Magari solo una notte, il tempo di cambiare camicia e pulirsi il naso.

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maggio 13, 2008 19:19 | permalink | commenti (2)|commenti (2)(popup)

mercoledì, 07 maggio 2008
Il nuovo governo degli Italiani

Governo Berlusconi IV:



Giustizia: Alfano
Interni: Maroni
Attività Produttive: Scajola
Difesa: La Russa
Economia: Tremonti
Esteri: Frattini
Infrastrutture: Matteoli
Ambiente: Prestigiacomo
Welfare: Sacconi
Beni Culturali: Bondi
Istruzione: Gelmini
Politiche Agricole: Zaia
Rapporti con il Parlamento: Vito
Federalismo: Bossi
Semplificazione: Calderoli
Politiche Comunitarie: Ronchi
Affari Regionali: Fitto
Funzione Pubblica: Brunetta
Attuazione del Programma: Rotondi
Politiche Giovanili: Meloni
Pari Opportunità: Carfagna


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maggio 07, 2008 20:33 | permalink | commenti (4)|commenti (4)(popup)
il testimone dei giorni, ombre di vetro, litalia in miseria

lunedì, 05 maggio 2008

Sono almeno tre settimane - ma è di più - che piove almeno un poco tutti i giorni nel mio paese. Tranne una ed una sola eccezione, un giorno di sereno.

La temperatura è ballerina, e oscilla tra i dieci-dodici gradi e i ventisette-ventotto. Roba da poco.

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maggio 05, 2008 14:51 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

mercoledì, 30 aprile 2008
Dobbiamo avere paura.

 Dobbiamo avere paura,
perché il nuovo ministro delle riforme - così pare - della REPUBBLICA ITALIANA (Repubblica Democratica fondata sul lavoro - così dovrebbe essere - , bandiera verde-bianco-rosso, inno nazionale di Mameli) ha dichiarato in più sedi, vantandosi del suo separatismo:

- Che i fucili sono pronti per ottenere la separazione concreta
- Che sono pronti 300.000 martiri per la libertà della Padania (ma che stato é? Come si può rappresentare l'Italia votati dagli italiani, per poi chiedere sostanzialmente una guerra civile?)
- Che se l'Italia - che a questo punto non si sa cosa sia - ha il tricolore per bandiera, la Padania ha il verde-bianco.
- Che bisogna rivedere assolutamente i trattati di Schenghen, ovvero la questione dei confini. Senza però dire che gran parte della sua Padania campa sugli immigrati e non sui regolari, bensì sui clandestini.


Mi viene da dire che 300.000 martiri sono pochini - pur sempre troppi - per rappresentare l'intero nord, e che io sto dall'altra parte e come me milioni di persone.

E che dovrebbe vergognarsi di prendere dei soldi da uno Stato che non riconosce.

Gli uomini come Umberto Bossi, che incitano alla violenza e contemporaneamente sono i primi della fila a violare le regole che vorrebbero imporre, non meritano non solo di governare un Paese "libero", ma nemmeno di farne parte.

Piango per un'Italia che non è unita, non lo è mai stata se non per ventidue anni, e che non sa esserlo. Piango per tutti questi pericolosissimi riformismi.
Piango nel vedere che tutta questa Storia e questi morti non sono serviti praticamente a niente.
Dobbiamo ricordare, e su questo costruire per spazzolare via gente come quella. Le riforme si fanno tutti insieme e con progetti, non con violenza e sole parole.

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aprile 30, 2008 14:16 | permalink | commenti (11)|commenti (11)(popup)
primavera, il testimone dei giorni, litalia in miseria, la fine del mondo

venerdì, 25 aprile 2008

IIIIIIIII

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aprile 25, 2008 19:59 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera, il testimone dei giorni

martedì, 22 aprile 2008

Parla per non dimenticare, scrivi per non rileggere, parti per non restare.

Quanto vorrei che tu vedessi la tua terra prima di lasciarla così.

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aprile 22, 2008 19:32 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

Si regge al treno, prima che sia stazione. E' in piedi con le gambe che tremano, le rughe appianate dalle ultime lacrime. E' un vecchio che scende, e lascia giù le valigie e se stesso.

Mi basta vedere i suoi occhi, per desiderare di diventare analfabeta.

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aprile 22, 2008 19:31 | permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
primavera

Margherite.

La mia inetta nolontà è una mongolfiera che viaggia sempre troppo alto. Tanto quanto mi sento progressista mi ritrovo conservatore. I progetti, le intenzioni, e poi tutto va molto, infinitamente più lento di quanto inizialmente avrei voluto.

Ho strappato una margherita dal suolo, e quando ho scoperto - quanto sono ignorante! - che era viva, e che si stava chiudendo in vista della sera, è spuntato un dolore, una sorta di fatica incessante per averla tolta alla sua libertà.

Sapere che una margherita non abbia pensieri mi rasserena soltanto a metà.

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aprile 22, 2008 14:43 | permalink | commenti (2)|commenti (2)(popup)
primavera, il testimone dei giorni, dodescaden

sabato, 19 aprile 2008

Viste dal mare le città sembrano aperte, con le porte spalancate verso il mondo e a quei rettilinei che retti non sono, su cui le navi prendono il largo e si riavvicinano ad altre coste, superando le vette degli abissi.
E questa sembra la vera libertà.

Io sono partito dal mare, così è da lì che vorrei vederti arrivare, e mi piacerebbe scoprire la tua sorpresa - ecco Ancona! - nel vedere che non sempre conviene la strada più breve.

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aprile 19, 2008 05:33 | permalink | commenti (2)|commenti (2)(popup)
primavera

giovedì, 17 aprile 2008

... con le mani io
posso fare castelli
costruire autostrade
e parlare con Pablo...

(De Gregori, Pablo)

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aprile 17, 2008 23:54 | permalink | commenti |commenti (popup)
primavera

martedì, 25 marzo 2008
Cagno è morto.

CAGNO E' MORTO ieri sera, colpito dal paraurti dell'auto che lo ha investito a un paio di chilometri da qui.

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marzo 25, 2008 12:16 | permalink | commenti (5)|commenti (5)(popup)
primavera, il testimone dei giorni